Incentivi alle imprese innovative del Sud Italia e conversione in Legge del "decreto salva infrazioni"


Agevolazioni per i programmi d'investimento proposti dalle imprese localizzate nei territori delle regioni d'Italia meno sviluppate

Il 7 Agosto 2023 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto firmato da Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, che determina le modalità e le condizioni per l'erogazione di agevolazioni a sostegno di progetti innovativi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale "in grado di aumentare il livello di efficienza e di flessibilità nello svolgimento dell'attività economica dell'impresa proponente" (art. 6, c. 1).

L'intervento, attivato nell'ambito del "Fondo crescita sostenibile", sarà gestito da Mediocredito Centrale e prevede risorse per 300 milioni di euro. 

Consente, oltre al finanziamento agevolato, la concessione di un contributo diretto della spesa (meglio specificato all'art. 8), per una percentuale nominale dei costi e delle spese ammissibili (cioè quelle indicate all'art. 7), articolata sulla base della dimensione dell'impresa proponente: 35% per quelle piccole; 30% per le medie; 25% per le grandi.

Le imprese che possono chiedere l'agevolazione devono essere localizzate nei territori delle regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), oltre ad essere in possesso degli ulteriori requisiti previsti dall'art. 5

I progetti d'investimento - disciplinati all'art. 6 e relativi allegati - devono essere sostenibili a livello ambientale e prevedere l'utilizzo delle "tecnologie abilitanti" (KETs) di cui all'allegato n. 1, in coerenza con il piano di Transazione nazionale 4.0. Tra esse, la "realtà aumentata", la "cybersecurity", l'AI (intelligenza artificiale), la "blockchain", ecc.

I progetti in grado di contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici e ambientali definiti dalla UE e dal PN RIC 2021-2027 godono di una priorità rispetto agli altri (ad esempio, soluzioni di economia circolare, efficientamento energetico e del ciclo produttivo, ecc. - cfr. allegati 2 e 3).


Conversione in Legge del c.d. "decreto salva infrazioni"

E' stato convertito in Legge n. 103 del 2023, il decreto-legge n. 69 del 2023 (c.d. "salva infrazioni"), la cui urgenza stava nella necessità di adeguare rapidamente l'ordinamento italiano al diritto dell'Unione Europea (in particolare, a 9 regolamenti e 1 direttiva), nonché alle sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. 

Tale adeguamento dovrebbe consentire, in particolare di:

- scongiurare l'aggravamento di otto procedure d'infrazione pendenti e, anzi, poterle estinguere (ad esempio, in materia di imposta di registro sulla prima casa, superamento dei livelli di PM10, PM2,5, biossidi di azoto o, ancora, l'adeguamento della normativa di sicurezza con riferimento all'esposizione di radiazioni ionizzanti, le revisioni legali dei conti annuali e di quelli consolidati, ecc.);

- prevenire l'apertura di dodici nuove procedure d'infrazione da parte della Commissione Europea (ad esempio, in materia di potenziamento dei sistemi per garantire i depositi bancari, di rilascio dei passaporti, delle pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare, ecc.)

Alla data del 19.07.2023, secondo quanto riportato sul sito del Dipartimento per le Politiche Europee, risulterebbero, complessivamente, aperte 84 procedure d'infrazione: 63 per violazione del diritto europeo e 21 per mancato recepimento delle direttive europee. 











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