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Novità in campo automotive: arbitro assicurativo, radiazione veicolo con fermo, CAI digitale, apertura UE sul 2035

In questo articolo, verranno presentate alcune novità normative in campo automotive, sul fronte amministrativo - con il recente provvedimento sulla demolizione dei veicoli gravati dal fermo - assicurativo - con l'introduzione dell'arbitro assicurativo e il modello CAI digitale - e, infine, con riferimento alla normativa UE, orientata a modificare il bando del 2035 alla vendita di veicoli a motore endotermico.

A - La radiazione dei veicoli sottoposti a fermo amministrativo

Il 20.01.2026, il Senato ha approvato il disegno di legge n. 1431 che consentirà la radiazione per rottamazione dei veicoli classificati "fuori uso" dal PRA, benché sottoposti ad un fermo amministrativo. Ciò in quanto generano inutili spese per il possessore (bollo, assicurazione, eventuali costi per affitto garage o posto auto) e una garanzia, altrettanto inutile, per il Fisco. Senza contare l'appesantimento burocratico di un registro pieno di veicoli inutilizzabili, il degrado urbano e ambientale.

Il possessore potrà fare richiesta di radiazione presso un centro di raccolta e, se il veicolo non risulta effettivamente più idoneo alla circolazione o economicamente riparabile, il PRA procederà alla rimozione delle targhe e alla cancellazione. Naturalmente, il debitore non potrà conseguire incentivi per l'acquisto di un nuovo veicolo. 

Anche gli enti locali, d'ufficio, potranno procedere con la richiesta di radiazione.
La norma, inoltre, si estende anche ai veicoli "non reclamati" o "rinvenuti".

B - L'arbitro assicurativo

Dal 15 Gennaio 2026, è possibile presentare (in qualità di contraente, assicurato, beneficiario di un contratto assicurativo o di danneggiato), volendo anche senza assistenza legale, il ricorso all'Arbitro Assicurativo (AAS) - online sul sito "www.arbitroassicurativo.org" - per tentare di risolvere bonariamente una controversia contro un'impresa di assicurazione e/o un intermediario assicurativo. Ad esempio, per il mancato pagamento di un indennizzo o di un risarcimento, la mancata applicazione di una clausola contrattuale, l'illegittimità nella vendita o nella gestione della polizza.

L'AAS è composto da cinque membri: 3 scelti dall'Ivass (compreso il presidente), 1 scelto dall'associazione di categoria delle imprese assicurative e 1 dal Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti. 

Prima di fare ricorso, sulla medesima questione occorre aver già esperito un reclamo all'impresa. Il ricorso ha un costo di euro 20, che verranno restituiti in caso di accoglimento. L'arbitro deciderà solo sulla documentazione allegata

Qualora la pretesa fosse economica, occorre considerare i limiti che, per le polizze ramo "vita", sono di euro 300.000 (per le TCM) e di euro 150.000 negli altri casi; per le polizze "danni", massimo euro 25.000. Per le richieste risarcitorie da parte del danneggiato con azione diretta di risarcimento, massimo euro 2.500

L'esito verrà definito entro 180 giorni, prorogabile di ulteriori 90 nei casi più complessi. Il Collegio potrebbe anche fare una proposta conciliativa

La via giudiziaria è subordinata all'esperimento di una procedura stragiudiziale e il ricorso all'AAS è alternativo rispetto alle già esistenti mediazione e negoziazione assistita.

C - Il modello CAI digitale

Grazie al regolamento n. 56/2025 dell'IVASS, sarà possibile compilare, anche mediante smartphone, tablet o PC, il modello CAI digitale, utilizzando un'app o una sezione del sito, messo a disposizione della Compagnia. Ciò consentirebbe una compilazione guidata che lascia meno spazi a interpretazioni, dubbi o errori e di velocizzarne la procedura di rimborso. E' possibile, inoltre, allegare in tempo reale le foto del sinistro. Chi compila il modulo, lo siglerà digitalmente e invierà alla controparte un link o sms per la controfirma. Una volta completata la compilazione, il modulo sarà inviato alla Compagnia. 

D - Nuove aperture UE sul bando 2035 ai motori endotermici

La Commissione europea ha rivelato la propria disponibilità a rivedere il divieto assoluto di immatricolare, dal 2035, nuovi furgoni e vetture a motore endotermico, dopo l'evidente difficoltà riscontrata nella diffusione degli EV, la desertificazione industriale che si sta rapidamente verificando e l'insostenibile concorrenza cinese. Lo fa timidamente, imponendo una riduzione delle emissioni di Co2 allo scarico non più del 100 ma del 90%, purché il restante 10%​ venga compensato attraverso il sistema dei crediti ottenibili con l'uso di carburanti rinnovabili, biocarburanti, e-fuels, idrogeno o con l'uso di acciaio a basse emissioni prodotto nell'UE (c.d. "neutralità tecnologica"). 

Ciò significa che, anche dopo il 2035, potranno essere immatricolati veicoli full hybrid, plug-in o range extender.

Tali aperture, comunque, rischierebbero di non essere applicabili alle utilitarie o alle city-car, che garantiscono margini di profitto limitati per i costruttori. A quanto pare, verranno emanati appositi provvedimenti per la produzione delle "e-cars" europee, cioè una classe di veicoli elettrici (M1) non più lunghi di 4,2 metri, al fine di contenere i costi di produzione (e, in teoria, i prezzi di vendita), incentivarne l'acquisto e renderne economico l'utilizzo.

Per competere più efficacemente con la concorrenza asiatica, sono stati stanziati fondi per la riconversione delle fabbriche (1,8 miliardi di euro per la produzione di batterie in Europa) e per il potenziamento della rete di ricarica.

In base al PIL procapite del singolo stato membro UE, verranno poste regole nuove per le flotte delle aziende con più di 250 dipendenti e un fatturato superiore a 50 milioni di euro. Gli aiuti pubblici per tali flotte potranno riguardare solo veicoli prodotti nell'Unione europea.

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