Il versamento delle rate del PNRR Il 09 Ottobre 2023, la Commissione Europea ha versato la terza rata del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), per euro 18,5 miliardi di euro, grazie al raggiungimento di 54 obiettivi previsti, nei seguenti settori: concorrenza, amministrazione pubblica e fiscale, istruzione, mercato del lavoro, sistema sanitario, inclusione e coesione sociale, transizione digitale ed ambientale, ricerca ed innovazione. La somma sino ad ora ricevuta è pari a 85,4 miliardi di euro, corrispondenti al 44% del totale, ossia 191,5 miliardi di euro. Di cui: 68,9 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto e 122,6 miliardi di finanziamenti in forma di prestiti a tassi agevolati. Tali fondi devono essere utilizzati nel periodo 2021-2026. Sono previste ulteriori sette rate: la quarta entro il 2023 e poi due rate all'anno, dal 2024 al 2026. Ogni erogazione sarà legata al raggiungimento di svariati obiettivi ed è verosimile che, nel corso del tempo, possano essere adottate modifiche. Il PNRR rientra nello strumento finanziario europeo più vasto denominato "Next Generation EU" (evoluzione del precedente "Recovery Found"), da 750 miliardi di euro, da distribuire tra gli Stati membri, in base a diversi criteri, quali la numerosità della popolazione, la perdita di PIL dovuta alla crisi economica. Questo allo scopo di consentire una trasformazione economica e sociale, nonché a rendere i paesi dell'Unione più resilienti, qualora dovessero ripresentarsi pandemie, calamità naturali su larga scala e così via. L' Italia ha deciso di integrare i 191,5 miliardi del PNRR, con uno stanziamento di 30,6 miliardi di euro dedicati al "Piano nazionale per gli investimenti complementari", da impiegare nel periodo 2021-2026. In tal modo, le risorse legate al PNRR sono complessivamente pari a 222,1 miliardi di euro. I Piani nazionali di ripresa e resilienza, a partire dal 2022, sono stati parzialmente modificati, includendo gli obiettivi del piano "RePowerEU", che avrebbe come finalità emancipare gli Stati membri dalla dipendenza energetica dai combustibili fossili russi o, comunque, dalle fonti energetiche extracomunitarie.
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